Inaugurata il 19 ottobre in Valpellice la Miizoun Peyrota, dépendance a servizio del rifugio Willy Jervis nel ristrutturato bivacco Mirabores

 

di Giacomo Benedetti

Quando l’architettura riesce a concretizzare i sogni e a trasformare le aspirazioni e i desideri in soluzioni, spazi, funzioni, tanto più senza utilizzarli per esibirsi o autocelebrarsi, è il momento in cui essa raggiunge la sua più profonda essenza. Questo è proprio ciò che è avvenuto con la Miizoun Peyrota, nella preziosa cornice della Conca del Pra, a poche decine di metri dal rifugio Willy Jervis (1732 m), di cui costituisce la dépendance per l’ormai storica gestione (35 anni) della guida alpina Roby Boulard. La “casa” (miizoun in patois) è dedicata a Bartolomeo Peyrotprimo italiano a raggiungere – come portatore di Francis Fox Tuckett – la vetta del Monviso il 4 luglio 1862, anno precedente la nota spedizione capitanata da Quintino Sella, “scintilla” che porterà alla costituzione del Cai.

Il desiderio del Cai Uget Valpellice di utilizzare la vecchia casermetta (già bivacco Mirabores) acquistata dall’esercito nel lontano 1948, per farne un luogo polifunzionale didattico per l’avvicinamento dei giovani alla montagna, è stato concretizzato dagli architetti Candido Bottin e Filippo Fassio con efficacia ed essenzialità allo stesso tempo. L’attenzione e il rispetto per la tradizione, l’utilizzo di materiali e finiture locali, quali il legno di larice o la pietra di murature e pavimenti, unita a qualche elemento di contemporaneità e soluzioni innovative come la palestra di roccia interna, hanno consentito di trasformare la semplice casermetta di 120 mq in un ricco centro polivalente, ricavandone due sale per attività polifunzionali, didattica, conferenze, mostre, oltre a servizi igienici, un dormitorio nel sottotetto capace di 20 posti letto e un locale invernale a disposizione di alpinisti ed escursionisti. Le soluzioni adottate hanno altresì ottenuto il duplice risultato di permettere l’esecuzione dei lavori in tempi brevissimi – quattro mesi in tutto – e a costi ragionevoli (130.000 euro, di cui 70.000 stanziati dal Cai centrale grazie al Bando Rifugi 2013 e gli altri dalla sezione locale), consegnando alla comunità una struttura il cui valore può essere misurato non in base a un parametro meramente economico ma secondo il più prezioso valore etico e sociale, di tutela e valorizzazione del territorio.

Sulla figura di Peyrot (1836-1920), abitante di Bobbio Pellice, in occasione del 150° della sua salita al Monviso il Cai Valpellice ha prodotto anche un fortunato film, con soggetto e sceneggiatura a cura del presidente Marco Fraschia.