Due giovani reporter hanno visitato per noi il rifugio della Barma in occasione dell’inaugurazione

di Anna Gervasi e Lorenzo Piccolo

Dopo varie difficoltà dovute a battute di arresto della costruzione iniziata nel 2006 e protratta per molti anni (soprattutto a causa di numerose gare d’appalto andate deserte), il rifugio della Barma (2060 m) ha finalmente aperto i battenti il 9 giugno 2018. Situato al centro di un anfiteatro roccioso, nella Riserva naturale del Monte Mars, e lungo l’Alta via n.1 della Valle D’Aosta, si trova lungo la Valle del Lys, nel territorio comunale di Fontainemore, proprio lungo il percorso della storica processione che gli abitanti del paese compiono per recarsi in pellegrinaggio al Santuario di Oropa, che si trova sul versante biellese delle medesime montagne, ad alcune ore di cammino.

L’edificio esternamente si presenta con linee severe che ricordano vagamente una struttura militare, simile ad un bunker (probabilmente per una scelta di mitigazione dell’impatto ambientale). Tuttavia, l’interno è molto accogliente, composto da una zona notte, cucina, ristorante, due sale da pranzo (per un totale di circa 50 posti), di un ingresso che corrisponde alla vecchia baita preesistente (che è stata conservata), e di un bar di circa 20 posti. Dall’ampio terrazzo a sud si può godere di una meravigliosa veduta dell’omonimo lago sottostante e della cima del Monte Mars. La zona notte offre 54 posti letto in 8 confortevoli camere (1 da 10 posti, 5 da 8 e 2 da 2) con servizi comuni. La struttura è dotata di pannelli solari per la produzione di energia elettrica, integrati da un sistema di co-generatori, mentre l’acqua è captata dal vicino lago e potabilizzata, per ridurre gli imballaggi in plastica.

L’interno si presenta con un arredo dalle linee contemporanee ed essenziali, a partire dai bellissimi tavoli in legno su misura, dalle grandi vetrate aperte sul paesaggio, e dalle confortevoli aree relax con divani, cuscini e piccole amache; per contro, i muri di pietra a vista rendono l’ambiente vagamente rustico, richiamando un tradizionale rifugio.

La presenza del custode Alberto, valsesiano, con alle spalle la gestione ventennale del rifugio Guglielmina, affiancato dalla moglie Monica, già impegnata nella conduzione del ristorante Gruba a Niel (piccola borgata nel Comune di Gaby), rendono più piacevole la permanenza. Un’altra eccellenza è la cucina molto curata, affiancata da un’ottima lista vini regionali e non.

Il facile raggiungimento del rifugio, soprattutto dal lato valdostano con accesso dalla frazione Pillaz, permette a qualsiasi escursionista di poter godere di una piacevole uscita.

Sito web: http://www.rifugiobarma.it