Da una tesi universitaria alla prototipazione e al collaudo presso il rifugio Toesca

 

L’università non è (sempre) una torre d’avorio. Una brillante tesi di laurea in Industrial Design, condotta da uno studente torinese (già laureato triennale al Politecnico di Torino) e discussa nell’estate 2018 presso la Kolding Design School (Danimarca), ha fruttato un primo esito concreto e potrebbe condurre a sviluppi interessanti. Così, la ricerca di Matteo Zaghi ha condotto a «Nest» (nido), un letto a castello in legno componibile, smontabile e trasportabile che rinnova l’immagine e ripensa la logica dell’arredo dei rifugi montani, compatibilmente con le esigenze di accoglienza turistica, di vivibilità degli spazi e di tutela dell’ambiente. «Nest» contiene una serie di innovazioni progettuali che lo contraddistinguono nell’affollato panorama del design moderno, ponendolo come esempio di un sistema di arredi appositamente studiato per gli ambienti montani che potrebbe, tuttavia, essere impiegato anche in altri contesti.

Il progetto di tesi, sviluppato fra Italia e Danimarca, ha avuto il supporto del CAI (Commissione Rifugi Centrale) e di Studio Arredi, che ha prodotto il prototipo. L’esito, apprezzato in sede accademica e già pubblicato su Arts Thread, è un esempio di collaborazione europea nell’ambito di attività legate al design e alla produzione manifatturiera, secondo i principi dello sviluppo compatibile. Nelle intenzioni, «Nest» vorrebbe essere il primo elemento di un intero sistema di arredi da realizzarsi secondo gli stessi principi: flessibilità, sostenibilità, etica costruttiva ed ambientale.

Il letto a castello è stato costruito completamente in legno multistrato di betulla, un materiale con buone caratteristiche fisiche, dal prezzo contenuto, facilmente riciclabile e smaltibile. Senza alcun ricorso a ferramenta né all’uso di attrezzi, il suo montaggio avviene grazie ad un sistema di incastri (brevettato), veloce, facile e intuitivo: un approccio per componenti, per una più facile manutenzione e un prolungato ciclo di vita. Semplice anche lo stoccaggio dei componenti, riuniti in un imballo piatto, di dimensione massima pari a un metro, trasportabile a spalle da tre persone con zaini porta materiali (il peso totale è di 65 kg), senza dunque il ricorso all’elicottero. Un sistema di occhielli e bande garantisce il bloccaggio dei componenti durante il trasporto e, in loco, costituisce un insieme di supporti per riporre l’attrezzatura degli utenti.

A seguito di un primo positivo collaudo dei prototipi, avvenuto nella stagione estiva appena conclusa presso il rifugio Toesca (1710 m, Valle di Susa, Parco Orsiera Rocciavrè, Torino), il progetto prevede ulteriori sperimentazioni in altri rifugi del Piemonte e la progettazione di successivi elementi.

 

Per maggiori informazioni sul sistema «Nest» scarica la brochure