Un’iniziativa di Cantieri d’alta quota presso il Corso di alta formazione in Architettura per il paesaggio di YACademy

 

Il prestigioso Corso di alta formazione in “Architettura per il paesaggio” promosso da YACademy di Bologna ha trattato, nella primavera-estate 2019, il tema della progettazione di un bivacco in quota. Coordinati da alcuni architetti e ricercatori della nostra associazione culturale, 24 studenti, provenienti da tutte le parti del mondo (Italia, Ucraina, Bulgaria, Grecia, Cile, Stati Uniti, Argentina, Panama, Venezuela, Brasile), hanno avuto modo di conoscere e affrontare le principali tematiche che interessano il mondo dell’alta montagna: impatto delle costruzioni, storia degli insediamenti, nascita e sviluppo del turismo e dell’alpinismo, usi e trasformazioni del patrimonio, sostenibilità ambientale e rapporto con il paesaggio alpino.

Il corso si è ulteriormente arricchito grazie al laboratorio di progettazione, condotto da Roberto Dini, che si è occupato dell’ideazione di un bivacco che potrebbe diventare un’opera realizzata. Il corso ha infatti incontrato l’interesse della famiglia Brédy che, in memoria di Claudio, prematuramente scomparso a 54 anni, ha intenzione di promuovere la realizzazione di una struttura a lui dedicata nel vallone di Vertosan, in Valle d’Aosta.

Dopo le lezioni teoriche nella sede della scuola YACademy a Bologna, gli studenti hanno così preso parte ad un’escursione/sopralluogo il 22 giugno 2019 durante la quale sono stati ospitati dai famigliari e dagli amici di Claudio presso l’alpe Rovine (2082 m). Da qui, hanno visitato il sito ipotizzato per la realizzazione del bivacco, nei pressi dei laghi di Dzioule, a circa 2.500 metri di quota. Durante l’escursione sono stati accompagnati oltre che dal papà Bruno e dalla moglie Angela, anche dalle guide alpine Pietro Giglio e Roberto Del Col, dal rappresentante del Club Alpino Italiano Sergio Gaioni e da parte dell’amministrazione di Avise, nella persona del sindaco Romana Lyabel. Il gruppo, sotto la supervisione dell’architetto Sandro Sapia, del geometra Carlo Perruquet e dal fotografo Stefano Torrione, è stato impegnato per tutto il giorno nel rilievo dell’area al fine di considerare tutti gli aspetti per una corretta collocazione della struttura.

Gli studenti hanno poi proseguito le attività di progettazione in aula a Bologna fino al 24 luglio scorso, quando sono stati presentati e discussi i risultati del lavoro. Davanti ad una commissione composta dai docenti del corso, da Luca Gibello (presidente di Cantieri d’alta quota), dal geometra Perruquet e dalla famiglia Brédy, sono state illustrate le 8 versioni ipotizzate per il bivacco.

Si tratta di soluzioni molto differenti che hanno esplorato in modo ricco e creativo il tema del tradizionale ricovero minimo ad uso escursionistico, facendolo diventare non solo un punto spartano di pernottamento ma anche un luogo di contemplazione, conoscenza ed esplorazione dell’ambiente alpino. Accanto al soddisfacimento delle necessità primarie come il dormire ed il mangiare, vengono infatti proposti utilizzi integrati con altre funzioni di natura intellettuale e ricreativa con la predisposizione di ambienti destinati ad una permanenza più prolungata (lettura, riflessione, relax, ecc.). Dal punto di vista architettonico, le proposte cercano così di superare alcuni preconcetti legati al costruire in montagna, per aprirsi invece alle suggestioni di natura paesaggistica ma anche filosofica ed emozionale che l’alta quota può suggerire. Sono dunque state elaborate soluzioni dal linguaggio architettonico contemporaneo, volte all’integrazione e alla fruizione paesaggistica, ma che al contempo sono anche molto attente alle questioni di natura tecnologica e costruttiva che il clima e la topografia estrema dell’alta montagna impongono.

I progetti saranno esposti in una piccola mostra, programmata per l’autunno, che toccherà la Valle d’Aosta, al fine di far conoscere e condividere con la comunità i risultati di tale esperienza, in vista dell’auspicabile realizzazione.