Il celebre gioco di società rivisto a tema e distribuito dal Club Alpino Svizzero in versione limitata

di LUCA GIBELLO

 

Che gli elvetici fossero abili a “vendere” la montagna sotto forma di marketing, era risaputo. E che fossero attenti all’argomento finanziario, pure. Così, ecco che ci ritroviamo tra le mani una delle ultime, brillanti, invenzioni del Club Alpino Svizzero per propagandare la frequentazione della montagna (svizzera, ovviamente). Una versione del celebre gioco diffuso a livello planetario in oltre 100 Paesi a partire dal 1935, rivisitata però in chiave alpina, alpinistica e ambientalistica.

Le regole sono ovviamente le stesse ma, al posto delle varie location di vicoli, vie, corsi, viali e piazze, ecco le capanne (del CAS, ovviamente). Si comincia dall’equivalente del Vicolo Corto, la Grünhornhütte (primo rifugio del sodalizio elvetico, costruito nello stesso anno di fondazione del CAS, 1863), per finire con la Monte-Rosa-Hütte al posto del lussuoso Parco della Vittoria (e, in effetti, visti i costi di costruzione del noto rifugio che ha appena festeggiato il decennale dall’inaugurazione, il paragone è calzante…). Nel gioco, le capanne si dispongono a ricevere case e alberghi, come da consuetudine, per l’apoteosi immobiliaristica di uno e il fallimento degli altri giocatori, mentre le stazioni ferroviarie ai 4 punti cardinali sono sostituite da altrettanti animali di montagna (camoscio, lepre bianca, gipeto e fagiano). Le “Società” (elettrica e acqua potabile) trasmutano in “impianto fotovoltaico” e “sorgente d’acqua”, mentre il “Via”, il transito, il parcheggio e la prigione sono sempre quelli, anche in montagna… Infine, al centro della tavola (che reca impressa una bella mappa con la dislocazione di rifugi e bivacchi coi rispettivi itinerari escursionistici e glaciali per raggiungerli), “Pianificazione della gita” e “Notizie dalle Alpi” prendono il posto di “Probabilità” e “Imprevisti”, riservando disavventure o gioie nell’esplorazione dei monti e nella frequentazione dei ricoveri, con una spiccata sensibilizzazione all’educazione ambientale. Ad essere pignoli, l’unico neo è, a dispetto dei titoli, la non chiara suddivisione tematica tra le carte dei due mazzi.

Il CAS aveva già rilasciato un gioco di società a tema (“Il gioco delle capanne”), ora fuori commercio, ma che forse qualcuno ricorderà per averci giocato in certi rifugi del sodalizio durante le forzate permanenze a causa del maltempo (chi scrive è tra quelli…). Ora, però, segna un ulteriore passo in avanti in direzione del marketing della montagna e della promozione del marchio. Su questo piano, non c’è niente da fare: il nostro benamato CAI è indietro anni luce…

Dunque, per il Natale 2019, ecco il regalo immancabile da mettere sotto l’albero. Ma affrettatevi, l’edizione è limitata, e così diventerà pure da collezione.

www.sac-cas.ch/fr/shop/livres/cabanes/detail – 69,90 CHF