di Ermes Ivo Buzzi e Gloria Buccino

In un periodo in cui si parla molto di cosa poter fare, anche nel proprio piccolo, per utilizzare maggiormente energie da fonti alternative e salvaguardare o, perlomeno, avere rispetto dell’ambiente, un importante segno viene lanciato dal Club Alpino Italiano che, insieme ad Enel, ha deciso di fare un passo verso il futuro. A fine 2015 è stato firmato un accordo per garantire alle 511 sezioni e ai 774 rifugi e bivacchi del CAI di tutta Italia la fornitura di energia elettrica proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, riducendo così la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera di 430 tonnellate all’anno. “Questa convenzione – sottolineano i vertici del CAI – ci consente di muovere un altro passo concreto a supporto delle strategie di tutela e conservazione dell’ambiente montano, missione istituzionale del CAI”.

Sono partite alcune sperimentazioni in questa direzione, come presso il rifugio di Corno del Renon (Bolzano), dove è stato installato il “Trinum”, un sistema termodinamico cogenerativo a concentrazione, in formato compatto. Questo è uno dei tanti prodotti dell’open innovation di Enel Green Power, il quale dà seguito ad un processo di sperimentazione sul campo che, per primo, ha portato il sistema di cogenerazione dai laboratori Enel di Catania alle Alpi Trentine. A disposizione del CAI verranno messi, anche, consulenti preparati, in grado d’individuare la soluzione che meglio si adatta alle singole esigenze.

Il processo di adeguamento non sarà immediato ma verrà attentamente studiato in funzione delle necessità effettive di ogni singolo rifugio e della possibilità di accedere ad eventuali finanziamenti pubblici nelle singole regioni o provincie di appartenenza. Sarà necessario trovare un accordo con gli enti territoriali perché vengano proposti progetti interregionali o a livello di “arco alpino”. Per fare questo passo sarà quindi necessario predisporre un programma, in modo che gli investimenti possano portare i risultati auspicati.

Alcuni rifugi si sono adeguati, a proprie spese, alle esigenze legate alla salvaguardia dell’ambiente montano. L’adeguamento degli impianti e dei sistemi di generazione dell’energia è, comunque, frutto anche della necessità di semplificazione della gestione dei rifugi stessi. L’accordo CAI-Enel si pone, in questo contesto, proprio per sopperire a queste diversità di approccio da parte dei singoli rifugi e dei loro proprietari/gestori.

Lo statuto del CAI promuove da sempre il rispetto dell’ambiente, non solo montano, e pertanto continuerà a favorire una politica rispettosa che sarà demandata al singolo alpinista, escursionista o curioso che arriverà in un rifugio, su spinta del gestore e delle sezioni proprietarie dei rifugi. Il rispetto promosso all’interno dei rifugi, l’uso intelligente delle risorse, l’aspetto anche didattico, sono fattori etici che danno una spinta positiva e concreta, “perché bisogna trovare, nell’agire locale, una risposta ai problemi del cambiamento climatico globale”.

Un fattore che sta a cuore sia al CAI che a Enel, è quello dell’impatto ambientale, inteso in termini di consumo di suolo, visivo e di emissioni di CO2 in atmosfera. L’obiettivo sarà quello di dotare i rifugi di sistemi di generazione di energia ricavata dal sole, dal vento, da sistemi geotermici dove possibile, in modo da renderli autosufficienti. La sfida sarà, parallelamente, quella d’integrare questi sistemi con le strutture esistenti, solitamente non dotate di ambienti atti a contenere contatori, centrali termiche, evitando aggiunte o installazioni incongrue.