Il 29 e 30 giugno sono in programma due giorni di festeggiamenti al rifugio Luigi Gianetti, che sorge lungo il sentiero Roma in Val Masino (2534 m). L’edificio attuale, infatti, deve le sue origini alla struttura inaugurata nel 1913 e poi dedicata all’alpinista milanese suo mecenate. Tuttavia, nei pressi, per iniziativa del conte Francesco Lurani Cernuschi (tra i primi esploratori delle montagne circostanti), fin dal 1887 il CAI Milano eresse la piccola capanna Badile, distrutta da una slavina nel 1901 e ricostruita tre anni dopo. Durante la Grande Guerra il rifugio Gianetti è utilizzato dagli alpini, mentre nel 1944, ritenuto base partigiana, è incendiato dai nazifascisti. Ricostruito nel 1949, è ampliato nel 1954 e nel 1977 e ristrutturato nel 1994. Da quando è custodito, lo gestisce la famiglia Fiorelli: Giacomo, guida alpina, dal 1913; il figlio Giulio dal 1949 e poi il nipote Giacomo. È dotato di 93 posti letto, più 13 nell’adiacente locale invernale: il bivacco Attilio Piacco, costruito nel 1961 sui ruderi della capanna Badile.

©Archivio fotografico “Alfredo Corti” di proprietà della Sezione Valtellinese del C.A.I. per donazione della famiglia Corti - www.archiviocorti.it
©Archivio fotografico “Alfredo Corti” di proprietà della Sezione Valtellinese del C.A.I. per donazione della famiglia Corti – www.archiviocorti.it
Foto Carlo Mazzoleni
Foto Carlo Mazzoleni

Ma la Valtellina, in questo 2013 del 150° di fondazione del CAI, sta festeggiando anche un’altra ricorrenza centenaria. Si tratta del Rifugio Marco e Rosa De Marchi e Agostino Rocca in Valmalenco (3609 m), sul versante italiano del Bernina.

©Archivio fotografico “Alfredo Corti” di proprietà della Sezione Valtellinese del C.A.I. per donazione della famiglia Corti - www.archiviocorti.it
©Archivio fotografico “Alfredo Corti” di proprietà della Sezione Valtellinese del C.A.I. per donazione della famiglia Corti – www.archiviocorti.it

Per iniziativa dell’alpinista Alfredo Corti, nel 1913 sorge un fabbricato ligneo da 12 posti presso la Forcola di Cresta Guzza, che è tuttora il più alto delle Alpi Centrali. Dal 1964 funge da locale invernale, quando il CAI Valtellina Sondrio erige poco più a monte un prefabbricato da 38 posti, ricostruito nel 2003. Fino al 15 giugno il CAI valtellinese celebra, insieme ad altri scorci del massiccio del Bernina) il ricovero originario attraverso una mostra di splendide foto d’epoca (di provenienza proprio dell’archivio “Alfredo Corti”, di proprietà della sezione valtellinese), riprodotte su grandi teli e collocate sui muri dei palazzi (compreso quello comunale) che si affacciano sulla centralissima piazza Campello a Sondrio.