La mostra itinerante del Premio internazionale per le ristrutturazioni e costruzioni sostenibili nelle Alpi fa tappa a Domodossola (presso l’infopoint della Convenzione delle Alpi fino al 29 aprile)

di Diego De Re

Nel dicembre 2014 è stato indetto, da Confederazione Svizzera e Principato del Liechtenstein, il terzo concorso internazionale di architettura “Constructive Alps”, i cui vincitori sono stati annunciati il 30 ottobre 2015. Il concorso ha l’obiettivo di coinvolgere l’intera macroregione alpina e di essere uno spunto di riflessione per buone pratiche di vita nel territorio alpino, dove ristrutturazioni e nuove costruzioni sostenibili giocano un ruolo importante in relazione alle condizioni ambientali e ai requisiti da soddisfare. L’invito del concorso riguardava ristrutturazioni e nuove costruzioni sostenibili negli aspetti ecologici, economici, sociali e culturali, situate in tutto l’arco alpino e ultimate tra il 2010 e il 2014.

Il podio dell’edizione 2015 ha visto al primo posto il progetto di Adolf Bereuter per la casa parrocchiale Krumbach (Austria), al secondo posto i progetti per la casa Türalihus e la locanda “am Brunner”, entrambi al centro di Valendas (valle del Reno), progettati rispettivamente da Gion Caminada e Laura Egger. Al terzo posto il progetto di Davide Cornacchio per Casa Riga a Comano Terme (Trento).

Da evidenziare, tra i 32 progetti finalisti, la presenza di due rifugi d’alta quota.

Si tratta del rifugio dell’Aigle (3440 m), sul massiccio della Meije, nel cuore del Parco nazionale degli Ecrins (Francia). L’intervento ingloba i resti della vecchia struttura costruita nel 1910, in parte riutilizzati per alcune componenti del nuovo rifugio, che offre riparo a 30 alpinisti. Il pavimento, le pareti e la copertura sono in tavole di legno massello, l’energia è garantita da pannelli fotovoltaici e collettori solari. La realizzazione, commissionata dalla Federazione francese dei Club alpini e della montagna, reca la firma dell’Atelier 17C ed è costata complessivamente 1 milione di euro.

Il secondo rifugio è invece svizzero: la Claridenhütte (2457 m), costruita nel 1943 nel Cantone Glarona. Il progetto ha riguardato l’ampliamento in legno dell’edificio preesistente in pietra. L’elemento di collegamento tra il vecchio è il nuovo è dato dalla copertura metallica, che garantisce la raccolta delle acque meteoriche el’alloggiamento di moduli fotovoltaici. L’ampliamento è realizzato mediante moduli lignei prefabbricati (composti da larice all’esterno e abete rosso all’interno). Commissionato dalla sezione di Bachtel del Club alpino svizzero, il progetto reca la firma dello studio Leutwyler Patner ed è costato 2 milioni di euro.