L’esperienza di autocostruzione di un’architettura nelle parole del progettista Riccardo Giacomelli

 

Si sono conclusi a luglio scorso i lavori di demolizione e ricostruzione del bivacco Giambatta Giacomelli alla Vigolana (Trento, 2030 m), in occasione del 50° anniversario dall’inaugurazione della preesistente struttura in lamiera. Il vecchio prefabbricato stradale ANAS, adibito a bivacco, mostrava già da tempo i segni dell’usura del tempo e di qualche inadeguatezza tecnologica. Così, dal 2012 si è attivato un percorso interno alla proprietà, la Sezione SAT di Caldonazzo, per ripensare il futuro della struttura, fra abbandono, demolizione e nuova costruzione. Da una piccola selezione d’idee fra i progettisti soci della Sezione si è scelta una proposta di rottura con il passato e con l’immagine consolidata del bivacco tipo (il modello “Apollonio”), al fine di stabilire nuove relazioni con il paesaggio tanto unico quanto fragile della Vigolana, caratterizzato da due morfosculture quali le guglie del Frate e della Madonnina. Dal 2012 al 2016 i circa 150 soci della Sezione SAT di Caldonazzo si sono attivati per reperire i fondi necessari alla copertura dei costi di demolizione e ricostruzione del bivacco, stimati in € 42.000 + IVA, sia contattando sponsor istituzionali (Cassa Rurale di Caldonazzo, Comune di Caldonazzo, SAT Centrale) sia istituendo forme di autofinanziamento.

A partire dall’aprile 2016, la Sezione SAT è stata impegnata per circa 10 week end nella prefabbricazione del nuovo bivacco in fondovalle, nel cortile della falegnameria Curzel proprio come 50 anni prima, dove sono stati provati gli schemi di montaggio delle pareti in XLAM e sono state realizzate tutte le componenti di arredo e i serramenti del bivacco: dalle doghe dei letti al pavimento, dal tavolo che si abbassa per diventare un ricovero di emergenza al soppalco che ospita fino a 4 posti letto. La disponibilità della famiglia Curzel, oltre alla presenza in seno alla Sezione di numerosi volontari specializzati, ha fatto sì che l’intero cantiere fosse partecipato da un largo numero di persone, coordinate e affiancate dalla capacità degli sponsor tecnici (LHT – Legno Hause Trentino, Eurocoperture, Carpenteria Tonezzer, esspi XXL, Maurizio Sadler, Meccanica Ronzani, Lagorair, Nucleo Elicotteri PAT), in un delicato equilibrio dove il socio volontario si è reso protagonista dell’intera realizzazione dell’opera, come era consueto in passato ma come oggi risulta sempre più raro, anche per ragioni normative.

A luglio si è svolto il cantiere in quota, con demolizione e sostituzione del bivacco ai piedi della guglia della Madonnina: circa 11 giornate lavorative che hanno visto collaborare fino a 28 persone contemporaneamente, in un meccanismo coordinato fra sponsor tecnici, volontari a monte, volontari a valle che seguivano la logistica e volontari che ogni giorno salivano a piedi con il pane fresco prima di andare al lavoro. Non sono mancate le insolazioni, i momenti di svago alla sera e le nottate sotto zero (ovviamente quando non era possibile usare il bivacco); e neppure le scalate alla guglia della Madonnina nei tempi morti dell’elitrasporto. Ne è scaturito un gruppo coeso che ha autocostruito un’architettura, non un gazebo, coinvolgendo quattro generazioni di soci, da quelli che avevano portato a spalla le lamiere del vecchio bivacco 50 anni fa a quelli appena maggiorenni; perché un Club alpino può innovare, anche credendo nelle sue risorse interne.

Per i più curiosi o i più vicini, l’inaugurazione si terrà domenica 4 settembre 2016, con santa messa e taglio del nastro alle ore 10,30 ai piedi della guglia della Madonnina. Seguirà in fondovalle un piccolo momento conviviale nel pomeriggio.