Rifugio Delfo e Agostino Coda // 2280 m

Fatto costruire da Agostino in memoria del figlio partigiano, morto diciottenne a Traversella (Valle Chiusella), è stato più volte ampliato, dedicando gli interventi all’alpinista biellese Guido Machetto (caduto sulla Tour Ronde al Monte Bianco nel 1976) e a Sergio Antoniotti (caduto sul vicino monte Mucrone). In ragione della sua collocazione sulla cresta tra il Biellese e la Valle di Gressoney, è meta di numerosi itinerari intervallivi come l’Alta via n.1 della Valle d’Aosta, la GTA, la Via alpina, l’Alta via dei monti biellesi, oltre a essere punto di appoggio (a metà strada, km 166) e unica tappa piemontese del Tor des Géants.

GEOGRAFIA

Denominazione: Rifugio Delfo e Agostino Coda ai Carisey

Quota: 2280

Coordinate GPS: 45.627814, 7.912742

Localizzazione: Cresta dei CariseyComune di Pollone (Biella)

Collocazione rispetto ai principali percorsi escursionistici, alpinistici, turistici: Alta via n.1 della Valle d’Aosta (segnavia C3 da Fontainemore, D1 da Lillianes), GTA (segnavia C12), Alta via dei monti biellesi (C12a), via Alpina da Oropa (segnavia D24 e C11); itinerari per colle Chardon, colle Marmontana, colle della Vecchia, rifugio

Percorsi di accesso:

Note: Il rifugio si trova sullo spartiacque tra la Valle d’Aosta e il Biellese: lungo le creste si gode di uno straordinario panorama sui monti Rosa, Bianco e Gran Paradiso e sulla catena alpina fino alle Alpi Marittime e Liguri.Dal punto di vista geologico le

STORIA

Anno di prima edificazione: 1946-47

Progettista: ingegner Franco Aimone. Realizzazione: ditta Ronchetta e Bertinetti di Sordevolo

Cronologia delle principali modifiche e ricostruzioni: L’edificio originario, costruito su lascito dell’ingegner Agostino Coda, prenseta un piano fuori terra, misura 10,60 x 6,20 m, è orientato Est-Ovest e dispone di 14 posti letto su rete metallica. Le murature, in pietra a secco, sono spesse 60/70 cm; opere in pietra da taglio per stipiti, soglie, davanzali, scalini, pianerottoli; copertura in tavolato di legname di abete da 3 cm con rivestimento in embrici di lamiera di zinco a doppia graffatura per 88 mq, portato da 8 capriate in larice con un metro di interasse e puntoni di 20 x 6 cm; opere per serramenti e pavimenti in tavole di pino da 8 x 12 cm su pilastrini in muratura; soffitto in tavole di cipresso da 2 cm giuntate a bietta; serramenti in larice del Tirolo con ferramenta forgiata a mano. Il fabbricato originario è diviso in due ambienti: dormitorio e sala comune con annessa cucina. Vi è un ingresso con doppia bussola, mentre sotto il pavimento si trovano due serbatoi per raccolta acqua piovana e di fusione. 1956-57: ampliamento per sala da pranzo, piccola cucina e dormitorio soprastante; la capienza sale a 40 posti letto 1972: costruzione servizio igienico con utilizzo di pompa che preleva acqua da lago Montagnit 1974 collegamento rete telefonica 1986: costruzione locale invernale dedicato a Guido Machetto, ampliamento servizi igienici e uscita di sicurezza 1992: lascito coniugi Antoniotti per il figlio Sergio: ampliamento sala da pranzo, ingresso, servizi igienici con docce, alloggio del gestore, seconda sala pranzo  

Cambi di denominazione:

Cambi di proprietà:

Committenza: CAI Biella

Costi: Per il primo cantiere, lire 470.750 per opere murarie con materiali reperibili in loco per evitare ulteriori spese di trasporto; lire 252.700 per opere di carpenteria, falegnameria e arredamento (spese nel primo anno lire 160.090 per opere murarie e lire

Normative o ragioni particolari che ne giustificano la costruzione e le sue trasformazioni: Collocazione in zona di comunicazione con la val d’Aosta, sprovvista di rifugi; presenza di vie di arrampicata classica: creste Carisey e Innominata.  

GESTIONE

Attuale proprietà e gestione: CAI BiellaGestore: famiglia Rossini

Elenco proprietà e gestioni precedenti: gestori1947 Belgio Antoniotti1948-49 famiglia Squinobal1950-51 Delio Mazzucchetti1952-53 Fausto Beltrame (Malcesine)1954-56 Fausto Reverdito (Savona), Giovanni Bruzzone, Enrico Frosio, Giovanni Vannini (Vado Ligure)1957-62 Guido Machetto, Angelo Com

Tipologia di ricettività: Rifugio alpino con servizio di alberghetto

Posti letto: 40 + 8 in locale invernale + 3 in appartamento gestore

Logistica: Rifornimenti anticamente tramite trasporto a spalla, ora con elicottero per rifiuti differenziati; gli escursionisti trasportano a valle i loro rifiuti; reflui trattati in loco.

Disponibilità di acqua: Non potabile; da lago Montagnit con pompa di sollevamento

Periodi di apertura: da 1° domenica di luglio a metà settembre tutti i giornisabato e domenica i primi 15 giorni di giugno e da metà settembre a metà ottobre (meteo permettendo)

Frequentatori: media annua: 500/600 pernottamenti70% di escursionisti stranieri

Sito web: http://www.rifugiocoda.it/

Contatti: Pagina facebook: rifugio CodaTel. rifugio: 015/2562405 – rifugiocoda@libero.itTel. gestore: 015/610916 – 370/3266366

DESCRIZIONE

Elencazione e funzione dei vani per piano: Piano terra lato ovest: locale invernale con servizi igienici con accesso dall’esterno; deposito e magazzino; lato est ampliamento: tavernetta con possibilità ristoro e locale lavanderia-deposito con accesso da esterno.Primo piano ampliamento: ingresso a

Presenza di spazi esterni attrezzati: 30/40 posti con tavoli e panche sotto tettoia;altare in pietra

Strutture portanti e accessorie: muratura in pietrasolette in cemento armatosolai in legno (sostenuti da travi sagomate in ferro in sala da pranzo e da travi in legno nelle camere, corridoio e alloggio gestore)

Rivestimenti esterni: pietra a secco in origine, oggi stilatalamiera grecata marrone per ampliamento lato est da copertura ad altezza primo piano su muratura in pietra

Rivestimenti interni: cucina piastrellata e intonacatapiastrelle e intonaco nei servizi igienici e locale invernaleperlinatura in legno nelle camere e dormitorio, compreso sottotetto mansardatolegno in sala da pranzo e alloggio gestore

Pavimenti e soffitti: pavimenti legno in sala da pranzo, corridoi e scale per cameresoffitti in legno

Sistemi di isolamento: perlinatura sottotettodoppio serramento a filo interno ed esterno della muratura; i serramenti originari in legno con grate sono stati in parte sostituiti con pvc o metallo; ante e porte esterne in metallo verniciato verde

Struttura di copertura: lamiera grecata marrone scuro su orditura in legno

Impianti: acqua non potabile da lago Montagnit, sollevata con pompa azionata da generatore a gasolio8 mq di pannelli fotovoltaici per illuminazioneriscaldamento a legna in locali comuni, cottura cibi a gas-gpl (due bomboloni esterni)trattamento reflui in fossa I

Eventuali problemi tecnici e criticità ambientali: Necessità di adeguamento alle normative regionali in materia di posti letto e servizi ristoro e sanitari.Necessità di sostituire e potenziare i pannelli fotovoltaici per poter produrre corrente a 220 Volt, in grado di alimentare lampade per sterilizzare

Certificazioni o riconoscimenti: Marchio “Ospitalità italiana” per la gestione attribuito dalla Provincia di Biella

Stato di conservazione dell'edificio: Buono

VARIE

Annotazioni varie:

FONTI

Cartografia di riferimento: Carta valle Dora Baltea canavesana 1:20.000 Istituto Geografico Centrale 1:50.000 – n.9 (Biella Ivrea e Bassa Valle d’Aosta) Carta Sentieri della Provincia di Biella – FG.1 – 1:25.000

Bibliografia: Maria Reggio, Gli angeli custodi del rifugio??????? Milly Coda, Salutate Delfo per me ??????? Milly Coda, Diario di Delfo, diario di Milly, ??????? Michele Fardo, Arrampicare nel biellese, Eventi & progetti (1997) Corrado Martiner Testa, Itinerari escursionistici nel biellese, Leone & Griffa (2001)

Gianni Lanza, Alpi biellesi, Ed. Gariazzo (2003)
 

Tesi: Michele Zucali, Geologia del territorio dal Mombarone al Monte Mars (2003  Milano???????)

Documentazione cartacea e iconografica: foto storiche CAI Biella

Archivi: Santuario di Oropa

Siti: