In questi ultimi anni mi sono avvicinato al mondo della montagna ed ancora prima alla mia passione: l’Architettura. Mi sono chiesto come queste due cose così diverse ma allo stesso tempo così vicine potessero instaurare un dialogo attraverso tematiche quali: materiali e loro impiego, mimesi o landmark in un paesaggio alpino, l’abitare funzionale e minimo. La struttura più interessante che riprende e fonde questi concetti è il bivacco alpino, posto ad elevate altitudini. Non meno importante è la tematica riguardante la fase esecutiva e cantieristica dell’opera, dovendosi svolgere in condizioni avverse per l’uomo e per i mezzi impiegati nel processo di costruzione del manufatto architettonico. L’entità del costruito, il loro rapporto con il paesaggio montano raccontano quanto queste strutture siano obsolete o in una avanzata fase di degrado, in alcuni casi lasciate a se stesse ed alla forza della natura che incombe su di esse. La sostituzione e l’adeguamento di queste strutture, l’impiego di nuove tecnologie, nuovi materiali e nuovi sistemi costruttivi fanno sì che questi territori così inesplorati e selvaggi diventino il banco di prova per nuove sperimentazioni nel campo delle microarchitetture indipendenti, migliorando lo standard di vita e di permanenza all’interno di queste ultime. Identificandomi nella figura dell’escursionista ed al contempo dell’aspirante architetto, in riferimento allo stato di degrado e del crescente aumento di fruitori delle strutture presenti sul territorio montano italiano, trovo di particolare interesse interpretare il dialogo tra architettura e montagna attraverso un’innovativa proposta progettuale. Questa potrà fungere come modello per implementare nuovi studi e per stimolare lo sviluppo e la costruzione di nuove strutture poste ad elevate altitudini, nonché di sensibilizzare e sollecitare gli organi preposti come ad esempio il CAI (Club Alpino Italiano) o le stesse regioni, in quanto l’Architettura riveste il primo strumento che armonizza l’ambiente, l’innovazione e il benessere. Analizzando le strutture presenti in regione, la mia attenzione vuole essere posta sul Bivacco Perugini.

Tesista: Alessandro Comina
Relatore/i: Prof. Arch. Giovanni Tubaro
Co-Relatore/i: Prof. Arch. Mauro Bertagnin
Università: Università degli Studi di Udine
Anno accademico: 2020/2021
Mail: alecomina@libero.it
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