Solitamente le introduzioni delle tesi riguardanti la montagna, siano esse di architettura o di qualunque altra materia, parlano innanzitutto di passione.
E, ovviamente, io non ho intenzione di essere da meno. Non posso però dire, al contrario di molti altri amanti delle terre alte, né di essere cresciuta in una qualche valle, né di averci passato le migliori estati della mia infanzia. La mia è una passione scoperta da “grande”, quando a diciassette anni ho messo per la prima volta una tavola ai piedi e mi sono resa conto di un mondo speciale.
Da quel giorno ho iniziato a conoscere, capire, imparare (soprattutto): lentamente mi sono innamorata dell’ambiente alpino…fino a sperare di poter indirizzare i miei studi in quella direzione.
Così è stato; e avere avuto l’occasione di svolgere un periodo di tirocinio presso LEAPfactory è stato determinante per la mia formazione e per la genesi e lo sviluppo di questo lavoro di tesi.
Il tema della tesi nasce infatti dalla collaborazione con lo studio torinese: gli architetti Stefano Testa e Luca Gentilcore, autori del progetto LEAPrus, l’“ecohotel” costruito nel 2013 sulle pendici del Monte Elbrus in Caucaso, mi hanno proposto di pensare alla riprogettazione di un vecchio rifugio situato non lontano dalla nuova struttura ricettiva.
Quel vecchio rifugio si chiamava Priut 11.

Tesista: Bonardi Emanuela
Relatore/i: Lo Verso Valerio Roberto Maria
Co-Relatore/i: Stefano Testa, Valerio De Biagi
Università: Politecnico di Torino
Anno accademico: 2014-2015
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