Il soggetto della tesi è la progettazione di un bivacco, ossia una piccola costruzione da utilizzare in situazioni di emergenza.
Il concetto di bivacco presuppone un intervento antropico minimo ed essenziale ma non per questo anacoretico.
Lo scopo della tesi è di comprendere le problematiche legate alla progettazione di spazi minimi, in ambienti estremi, ovvero come progettare nel migliore dei modi un’architettura d’emergenza ed in grado di garantire all’utilizzatore un comfort adeguato e di inserirsi in modo armonico nel paesaggio.
La tesi, attraverso alcuni casi considerati esemplari, prende lo spunto dallo studio dello spazio minimo, affronta poi il tema del rapporto tra architettura paesaggio, dell’architettura eco-sostenibile ed infine dell’architettura in alta montagna.
Alla parte analitica segue un progetto per un bivacco d’emergenza da realizzare sulle Alpi Carniche in comune di Paluzza a 2025 m di quota.
Architettura d’emergenza che deve essere allo stesso tempo funzionale, confortevole e integrata nell’ambiente. Un luogo sicuro, non solo per l’escursionista più esperto, in cui sia possibile rifugiarsi, rigenerasi e godere dell’ambiente.
Il tema è di grande interesse e attualità perché l’approccio progettuale adottato può essere applicato anche in altre situazioni, basti pensare ai recenti eventi sismici che hanno interessato l’Abruzzo.
L’esperienza condotta, pur in un progetto di piccole dimensioni, ha affrontato la complessità della progettazione che deve necessariamente contemplare molti aspetti, da quelli più squisitamente architettonici relativi alla forma e alla costruzione, a quelli paesaggistici che, insieme, devono collaborare a costruire un luogo attraverso l’architettura.

Tesista: Matiz Ottaviano
Relatore/i: arch. Claudia Battaino
Co-Relatore/i: arch. Federico Mentil
Università: Università degli Studi di Udine
Anno accademico: 2008/2009
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