Inaugurato a ottobre in Valle di Susa un nuovo bivacco presso il Colle Clapier, realizzato con fondi europei

 

di Marco Tatto (membro del consiglio direttivo del Club4000)

Un nuovo bivacco, realizzato dai Comuni di Bramans e di Giaglione (Torino) nell’ambito del progetto denominato “Sulle tracce di Annibale”, finanziato con i fondi del programma transfrontaliero ALCOTRA, è stato inaugurato il 4 ottobre 2014 nei pressi del Colle Clapier (2477 m). Il Clapier è ritenuto con forti probabilità il passo utilizzato da Annibale per attraversare le Alpi nel 218 a.C. Le descrizioni riportate in Polibio e in Tito Livio ben si adattano alle caratteristiche geografiche e morfologiche del luogo che vide successivamente anche il passaggio dei Valdesi in occasione del loro “Glorioso rientro” dall’esilio in Svizzera.

In sintesi, il progetto transfrontaliero consiste nella gestione di un sentiero tematico che parte da Bramans, attraversa il Planay, risale il Vallone di Savine fino al Colle Clapier e da qui scende lungo la Val Clarea e raggiunge Giaglione quale punto di arrivo. Lungo 25 chilometri, prevede la suddivisione in 7 settori (4 in Francia e 3 in Italia), concatenabili in modo da poter rendere accessibile il percorso al maggior numero di visitatori. La funzione del bivacco, collocato a circa metà dello sviluppo dell’intero percorso, è quindi prettamente di punto d’appoggio per gli escursionisti di passaggio. Vi si accede dal Piccolo Moncenisio attraverso il Vallone delle Savine in circa 2h (dislivello 350 m), oppure dalla Val Clarea in circa 4h (dislivello 1350 m). L’unica via alpinistica di un certo interesse in zona è il canalone Purtscheller ai Denti d’Ambin, mentre tutte le altre mete, anche scialpinistiche, del massiccio d’Ambin sono meglio servite dal rifugio Vaccarone che dista dal bivacco circa 1h30′ di marcia.

La forma del bivacco (progettato da Alprogetti per gli aspetti tecnici e dal Consorzio forestale Alta Valle Susa per le parti amministrative) ricorda i “dadi” che si adoperavano in alpinismo per assicurarsi in parete prima dell’avvento dei più tecnologici “friends”. La disposizione degli arredi e della scala interna, nonché l’ampia vetrata – una camera isolante non apribile – che occupa tutta la parete esposta a nord, assicurano ottima luminosità e comfort abitativo. Il trasporto in elicottero è stato curato da una ditta valdostana; i materiali, la costruzione e il posizionamento della struttura in loco hanno visto impegnate ditte e maestranze valsusine (tra cui Piemonte Disgaggi).

 

Caratteristiche tecniche principali

– dimensioni di massima interne: 5 x 3 m in pianta per h max di 3,70 m

– capienza: 8 persone (6 su cuccette fisse e 2 su cuccette ribaltabili), più 4 in condizioni di emergenza

– materiali: la struttura è in telai di legno lamellare, le pareti in pannelli sandwich di legno con interposto uno strato di extraisolamento termico (16 cm). Sul lato esterno l’involucro è protetto da membrana traspirante completamente sigillata al vento, ricoperta da lamiera grecata di protezione e da tavoloni di larice sulla parete d’ingresso. Tutti i pannelli lignei sono incollati con resine fenoliche al fine di garantire la durata anche in presenza di acqua o di condense che possano formarsi nell’arco di vita stimata del bivacco

– impianti: un pannello solare ad aria garantisce, per irraggiamento della sua superficie, un minimo di riscaldamento e la rimozione dell’umidità interna, unitamente a un kit di ventilazione. Due punti luce interni azionati con interruttori a timer, alimentati da un pannello fotovoltaico; un punto luce esterno attivato da sensore crepuscolare per rendere il bivacco visibile da lontano